Cuccù
I fischietti hanno sempre avuto un valore scaramantico.
Un tempo venivano murati nei camini per allontanare dalle
abitazioni gli spiriti maligni, e, sempre per lo stesso motivo
venivano messi sulle culle dei neonati non ancora battezzati.
I figli maschi né ricevevano uno in regalo, in età
tenera, come auguro di futura fertilità in futuro,
per poi donarlo alla futura fidanzata dopo la dichiarazione
d’amore.
Si dice che più il cuccù era colorato più
grande era la dichiarazione d’amore.
Il cuccù era l’auspicio di una unione lunga,
felice e allietata da numerosi figli.
Ognuno ha decorazioni e forme diverse per contraddistinguere
il proprio tradizionale fischietto.
Nella città di Matera si chiama Cuccù realizzato
in terracotta, ha la forma di un gallo perché nell’antichità
era simbolo di prosperità.
Il suo suono è in genere bitonale, in passato veniva
anche regalato ai bambini il giorno di Pasqua.
Utensili
Gli oggetti della tradizione artigiana lucana sono creati
per lo più per soddisfare, oltre che un innato bisogno
estetico anche le normali esigenze della vita quotidiana.
Gli oggetti nascono grazie a un lavoro di coltello, infatti,
sono ancora realizzati mestoli, forchettoni, bastoni e timbri
per il pane che hanno sui manici personaggi in costume tradizionale.
Gli utensili per la lavorazione della pasta, e del pane, i
barilotti per l’acqua o per il vino e i taglieri per
affettare formaggi e salumi sono ancora tutti in legno.
L’argilla, materiale di cui la regione è ricca,
serve per la produzione di ceramiche e porcellane.
Pupa
I pastori materani intagliavano pezzi di legno con oggetti
di fortuna, per produrre utensili, giochi per bambini o matrici.
La nostra Pupa è il frutto dell’ingegno pastorale,
nella matrice in legno si colava il “caciocavallo”,
che una volta indurito veniva utilizzato o per decorare le
tavole nei giorni di festa o veniva dato ai bambini come gioco
, essi potevano tranquillamente masticare o il ingerire il
prodotto.
Attualmente il vestito della Pupa è riprodotto in terracotta,
viene colorato riprendendo la tradizione popolare che vedeva
indossare le nostre donne per ragioni economiche, tutto ciò
che c’era di nuovo in casa, da qui è nato il
nome di pacchiana.
Opere in ferrobattuto
La produzione artigianale del ferrobattuto nasce sin dal 1800,
dove già i primi fabbri realizzavano, forbici, ferri
di cavallo, accette, zappe, balconi e candelabri.
Oggi il ferro viene lavorato a freddo, viene modellato senza
ribatterlo.
Opere in cartapesta
La lavorazione della cartapesta è una tradizione molto
antica, che viene tramandata di generazione in generazione.
Per la Festa della Bruna viene realizzato un carro fatto tutto
in cartapesta che riprende avvenimenti biblici, decorato da
motivi allegorici.
Vengono prodotti presepi ambientati nei rioni Sassi, maschere
e oggetti d’arredamento tutti in cartapesta.
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